L’iniziativa è promossa dal Dipartimento FISPPA – Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata, dal Master in Death Studies & The End of Life, dall’Associazione Studi Spiritualità Eternità e Morte (ASSEM), in collaborazione con CEAV – Associazione Volontari Assistenza Pazienti Oncologici, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Ines Testoni.
Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire una riflessione interdisciplinare su un ambito spesso poco discusso ma di grande rilievo umano, sociale e professionale. Gli incontri intendono offrire a studenti, operatori sanitari e cittadini uno spazio di confronto capace di integrare prospettive cliniche, psicologiche, giuridiche, etiche e culturali sulle questioni legate al fine vita.
Il programma prevede interventi dedicati a temi come diritti e scelte nel fine vita, benessere degli operatori sanitari, sofferenza avanzata, narrazioni del morire, esperienze di Shared Death e il ruolo delle comunità nel sostegno alla fragilità. Accanto ai contributi accademici sono previsti momenti espressivi e narrativi, tra cui la visione guidata di un docufilm sulle cure palliative e lo spettacolo teatrale “La morte in scena”, per esplorare la morte nelle sue dimensioni simboliche, sociali ed esperienziali.
La collaborazione con enti e associazioni impegnati nelle cure palliative e nella costruzione di reti solidali consente di radicare l’iniziativa nel contesto territoriale, rafforzando il dialogo tra università, servizi sanitari e comunità. L’insieme delle attività mira a rendere accessibile un tema complesso, unendo approfondimento scientifico, sensibilizzazione e partecipazione attiva.
Secondo i dati dell’Atlante Europeo delle Cure Palliative, ogni anno in Europa circa 4,4 milioni di persone necessitano di cure palliative. In Italia la copertura delle reti di cure palliative è stimata attorno al 35% del fabbisogno, con una significativa carenza di personale sanitario: mancano circa 750 medici e oltre 3.000 infermieri rispetto alle necessità del sistema. In questo contesto una parte consistente dell’assistenza ricade sui caregiver informali, spesso familiari che prestano supporto continuativo ai propri cari.
In Europa i caregiver rappresentano tra il 12% e il 18% della popolazione adulta e garantiscono circa l’80% dell’assistenza a lungo termine. In risposta a questa realtà, il progetto Erasmus+ SPES4Caregivers, coordinato da Fondazione ANT e presentato durante l’evento, mira a rafforzare le competenze dei caregiver informali e professionali nella gestione dello stress e nella prevenzione del burnout, attraverso percorsi formativi e risorse educative accessibili.
L’evento è a ingresso libero, senza prenotazione, fino a esaurimento posti.
Qui il link Zoom per seguire entrambi gli eventi da remoto.